Alpi Occidentali

Ci sono luoghi dove anche i sapori “volano alto”, in un ambiente incontaminato dove prodotti di qualità raccontano una tradizione gastronomica rustica, fortemente legata alle produzioni locali. Dai confini con la Francia e le Alpi Marittime fino al Lago Maggiore, in Piemonte 550 chilometri di arco alpino offrono in tutti i mesi dell’anno occasioni di contatto con la natura: d’inverno lo sci con 53 stazioni e 1300 chilometri di piste, d’estate il trekking e gli sport in quota. Ogni vallata ha la sua ricetta, ma quello che non manca mai in tavola sono i prodotti d’alpeggio: nel Torinese l’aromatico Plaisentif, il rinomato formaggio delle viole della Val Chisone; il Cevrin di Coazze e il Serass del Fen, presidi Slow Food; nel Cuneese le 4 DOP Raschera, Bra, Murazzano e il pregiato Castelmagno prodotto nei comuni di Castelmagno, Pradleves e Monterosso Grana. Nel Verbano-Cusio-Ossola il Bettelmatt, che nasce in soli 7 alpeggi a quote da 1500 a 2500metri; e poi la Toma valsesiana nella Valsesia, elaborata nelle preziose ricette di tradizione walser; il Maccagno del Biellese e, in provincia di Alessandria, il Montebore di latte di pecora dalla caratteristica forma a tronco di cono, altro presidio Slow Food. Meritano una citazione i salumi di cinghiale o di cervo, la polenta arricchita dalla selvaggina e dai funghi, il saporito pane nero da accompagnare al burro di montagna, i gustosi Gofri dell’alta Val Susa, croccanti cialde da farcire con salumi e formaggi o marmellate; i piatti a base di patate di montagna o di castagne, l’agnello sambucano delle valli occitane. E fra i dolci i Canestrelli della provincia di Torino e quelli di Biella, simili ai wafer. Ad accompagnare il tutto, i vini piemontesi d’alta quota, tra cui il raro “Vino del ghiaccio”, e per chiudere le grappe, i genepy e gli amari d’erbe alpine.

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