Barolo

Austero ed elegante, è uno degli ambasciatori non solo del Piemonte, ma del Made in Italy nel mondo.

Colore rosso granato dai riflessi aranciati, profumo intenso e gradevole, sapore asciutto, pieno, robusto e vellutato: il Barolo, re dei vini e vino dei re, racchiude la morbidezza e le fragranze delle colline di Langa. Prodotto in una ristretta zona che fa capo al comune omonimo, in provincia di Cuneo, possiede una lunga storia popolata da personaggi come la marchesa Giulia Colbert Falletti Barolo, Camillo Benso di Cavour e il re Vittorio Emanuele II: la prima, a inizio ‘800, ne modernizzò la vinificazione nelle sue tenute, gli altri ne fecero il loro biglietto da visita presso le corti europee. Per un assaggio di queste atmosfere, è d’obbligo una visita al Wi.Mu, il nuovissimo Museo del Vino allestito proprio al Castello di Barolo con gli allestimenti dl geniale architetto e scenografo François Confino.

È Barolo il vino di uve Nebbiolo invecchiato per almeno 3 anni, dei quali non meno di due in botti di rovere o di castagno, ma per poter utilizzare la specificazione aggiuntiva di “riserva” ce ne vogliono almeno 5. Dal 2010 le bottiglie di Barolo possono fregiarsi in etichetta anche delle menzioni geografiche aggiuntive specificate nel disciplinare di produzione, la sua gradazione alcolica deve raggiungere almeno i 13 gradi.

Il Barolo si accompagna in modo ottimale a piatti a base di selvaggina, arrosti di carne, formaggi saporiti e piatti tartufati. Se giovane, è abbinabile agli antipasti piemontesi freddi e caldi. Il Barolo chinato è ottenuto partendo dal vino Barolo DOCG, aggiunto di alcol e di un infuso di erbe aromatiche.

Percorrere la Strada del Barolo e grandi vini di Langa è imparare la dolce arte dell’«andar per Langa», tradizione contadina oggi diventata piacevole itinerario nella natura, lungo i sentieri che solcano le colline.

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