Frutta e ortaggi

Quattro IGP più due in corso di riconoscimento, 10 Presidi Slowfood e un’ottantina di Prodotti Agroalimentari Tradizionali sono un biglietto da visita importante, perché nella terra dove le verdure sono co-protagoniste del rito della bagna caoda – la piemontesissima salsa piemontese a base di acciughe e aglio, ortaggi di ogni sorta non possono che essere di qualità: freschi e croccanti come il Cardo Gobbo di Nizza Monferrato e il Peperone di Carmagnola, entrambi Presidi Slowfood; delicati come gli asparagi di Santena , Poirino e Borgo d’Ale; intensi e profumati come il Porro di Cervere e la Cipolla di Andezeno; colorati come le zucche di Piozzo e Castellazzo Bormida. Ma anche di eccellente versatilità come le tante e pregiate varietà di patate: dalla Quarantina bianca genovese coltivata ai confini tra Piemonte e Liguria, a quelle dell’Alta Valle Belbo fino alle tipologie di montagna delle Valli di Susa, Lanzo e Cuneese, tutte base di piatti tradizionali come gnocchi, rabaton e ghenefle. Tra le IGP, le Castagne di Cuneo ed i Marroni della Valle di Susa, ingrediente di gustose e antiche ricette povere ma anche il Fagiolo di Cuneo e quello di Saluggia e la celeberrima Nocciola del Piemonte. Pianura e collina sono il trionfo della frutta, con pere e mele, anche di antiche varietà, come Martin Sec e Madernassa, le Mele di Cavour , le distese di kiwi e i filari di pesche profumate o i Ramassin, piccole saporite prugne, le famose Ciliegie di Pecetto, le Fragole di Tortona.

Tra le curiosità regionali, le Ajucche, piante erbacee spontanee perenni e rustiche simili agli spinaci che crescono negli alpeggi tra i 600 ei 2.000 metri di altitudine, specie nei comuni del Canavese nord occidentale in provincia di Torino: vengono raccolte in primavera ed utilizzate in zuppe, frittate ed insalate. Da non trascurare anche la forte coltivazione di erbe officinali: in Valle Grana (Cn) lavanda, lavandino, menta piperita, timo e maggiorana destinate quasi interamente a laboratori artigianali locali, e a Pancalieri “capitale della menta“, dove converge la produzione di 30 aziende per una ventina di piante officinali di specie diverse, commercializzate essiccate o sotto forma di oli essenziali: dall’iperico alla malva, dall’assenzio alla camomilla.

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