Torino

Sabauda e risorgimentale ma multietnica. Barocca ma vetrina dell’arte contemporanea. Torino sorprende sempre con i suoi mille volti e nemmeno l’aspetto enogastronomico sfugge a questa singolarità fatta di eccellenze. Il cioccolato innanzi tutto: già nel Settecento a Torino era nato il Bicerìn, bevanda calda a base di caffé, cacao, crema di latte. Ai primi dell’Ottocento è la volta dei cioccolatini dalle mille forme, i bombon, le praline, i tartufi, i cremini e infine il Gianduiotto, quando nel 1865 Michele Prochet unisce il cacao alla nocciola “Tonda Gentile” delle Langhe. Ancora oggi Torino e il suo distretto si configurano come il maggior centro italiano nel la lavorazione del cioccolato: accanto alle grandi firme subalpine di Ferrero, Caffarel, Streglio, nomi come Stratta, Baratti&MilanoGuido Gobino, Peyrano e numerosi laboratori artigianali.

Dal dolce all’amaro, con quella ricetta di sapienti infusioni di sapori che è il vermouth, un vino miscelato con tredici erbe e spezie che Antonio Benedetto Carpano cominciò a mescere in piazza Castello nel 1786: un gesto che è entrato a far parte della tradizione subalpina anche attraverso altri marchi prestigiosi come Martini&Rossi e Cinzano. Quello dell’aperitivo è davvero un rito tutto torinese, che va in scena prima di cena nei locali più moderni e nei caffè storici, sotto i portici del centro, oppure nel Quadrilatero Romano o nei dehor lungo il Po, ai Murazzi. Dopo, nei ristoranti cittadini, è possibile celebrare non solo la tradizione gastronomica piemontese, tra ricchi antipasti, agnolotti, bagna caoda e bolliti – rielaborati con creatività e gusto contemporaneo, in particolar modo dagli chef Stellati – ma anche le cucine del mondo, ricchezza della Torino multietnica. E ogni mattina, a Porta Palazzo, il mercato all’aperto più grande d’Europa è una miniere di prodotti, volti, odori, immagini e sensazioni tra Romania, Marocco, Cina, Africa Nera e Sud America e le oltre 60 lingue che risuonano nelle strade. Non per niente Torino è sede, ogni due anni, del Salone Internazionale del Gusto e di Terra Madre.

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