Turismo enogastronomico trainante per l’Italia, una buona occasione per migliorare l’offerta

Che il turismo enogastronomico in Italia sia trainante del settore lo dicono i dati, come quelli del Censis per l’Osservatorio sul Turismo del Vino che parlano del +12% del 2012 sul 2011, ma lo conferma anche il successo e la grande eco del worshop 2013 della Borsa Internazionale del Turismo Enogastronomico (Biteg) svoltosi a maggio a Monforte d’Alba, con 200 operatori specializzati giunti da 19 Paesi di tutto il mondo.

TTG Italia, agenzia torinese specializzata in comunicazione ed eventi B2B per l’ambito turistico, negli ultimi mesi ha colto questo tema sotto vari aspetti: a gennaio con il ciclo di seminari “Enogastronomia, piatto forte dell’offerta turistica italiana” dove ha formato gli operatori toscani su come sfruttare al meglio la forza comunicativa della buona tavola nella promozione territoriale, quindi nell’aprile scorso a Torino con il workshop “Enogastronomia piatto forte dell’offerta turistica del territorio montano” e poi attraverso  successivi focus group sul tema.

Come fondamentale punto di partenza, le statistiche elaborate da Contesti Turistici e i dati dell’Osservatorio Mercati Esteri 2012 del TTG Italia. «Questi ultimi in particolare evidenziano la difficoltà per gli operatori italiani di declinare il prodotto turismo enogastronomico per i mercati esteri emergenti tenendo conto di quale siano la percezione del cibo e il relativo atteggiamento culturale» spiega Paola Tournour Viron di  TTG Lab/TTG Italia. I facoltosi russi guardano all’enogastronomia italiana di eccellenza come status symbol; il Brasile è un nuovo terreno di conquista dove può ancora funzionare un sistema di promozione come i road show mentre i ricchi indiani stanno da poco familiarizzando con  questo aspetto dell’Italian Style, che però già apprezzano: sembra che i nostri piatti piacciano molto ai giovani che per essi iniziano ad abbandonare la cucina cinese. In Cina il cibo italiano affascina le upper e middle class.

Ai suddetti dati di tendenza si aggiunge l’analisi quali-quantitativa realizzata da Contesti Turistici, volta a valutare il grado di sensibilità degli italiani verso il prodotto enogastronomico come componente del viaggio, che ha coinvolto un campione di 850 intervistati: il 59,1%, quando sceglie il luogo della vacanza/viaggio, si informa sui piatti e sui prodotti enogastronomici del luogo visitato senza distinzione di età ,sesso, livello di istruzione e provenienza geografica . Inoltre l’enogastronomia compare al secondo posto, dopo la cultura, come elemento di attrattiva di una località e si registra chiaramente un aumento dell’attenzione per il gusto in tutte le fasce sociali, insieme alla ricerca di autenticità dei prodotti.

Tra gli aspetti qualitativi, la ricerca evidenzia una diffusa consapevolezza che l’enogastronomia in Italia possa rappresentare  un propulsore importante, che la bellezza dei luoghi e dei paesaggi diventano unici se abbinati a sapori tipici ma anche la sensazione che non sempre al viaggiatore, soprattutto straniero, venga proposto un buon prodotto a prezzo onesto. Inoltre, viene evidenziata la mancanza di guide ad hoc negli uffici turistici e poche indicazioni enogastronomiche anche nei cataloghi dei tour operator.

«Oggi non è più sufficiente profilare i segmenti di mercato per categorie ma occorre differenziare in base alle esperienze ed occasioni condivise – spiega Melania Cammisa, responsabile ricerca di Contesti Turistici e docente di Economia e tecnica dell’azienda turistica – L’esperienza di consumo oggi passa attraverso lo stile di vita, così che anche nella fruizione dell’enogastronomia ci troviamo di fronte a diversi livelli e tendenze di cui le imprese debbono tenere conto per innovare i prodotti, il processo produttivo e le strategie di marketing e comunicazione». Ed ecco le parole chiave per un riposizionamento delle imprese alimentari e di ristorazione: semplicità, naturalità, locale, artigianale, passato/memoria in un contesto meno globalizzato e più tipico, meno artificiale e più genuino, meno stupefacente e spettacolare ma più piacere e godibilità. Parallelamente, la comunicazione dovrà sottolineare tipicità, unicità e specialità rispetto ad una cucina basata su natura e cultura del territorio: in pratica, l’identità di un luogo comunicata dagli usi alimentari.

A sottolinearne l’importanza crescente, il tema sarà oggetto di uno dei momenti di formazione che TTGLab proporrà a TTG Incontri a Rimini Fiera dal 17 al 19 ottobre: “Enogastronomia, un plus dell’offerta turistica italiana ancora da valorizzare”. L’argomento verrà sviluppato in un ciclo di tre seminari rivolti a enti di promozione territoriale italiani, operatori incoming, agenzie viaggi, albergatori, ristoratori per fornire strumenti operativi ad una gestione più consapevole del prodotto e per la realizzazione di efficaci campagne di comunicazione rivolte al mercato italiano e straniero.

I programmi completi su

www.ttgincontri.it

 

 

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